Votiamo il sindaco dal 1848: il primo fu Francesco Luigi de Margherita
A cura di - 8 Mag, 2016
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A meno di un mese dalle prossime elezioni comunali, scopriamo quando inziammo a votare il primo cittadino. Il primo sindaco di Torino venne indicato dal Re fra i consiglieri usciti vincitori dalle urne: inaugurò la serie il barone Francesco Luigi de Margherita. Sino al 1848 il Consiglio comunale di Torino non era designato con elezione […]

A meno di un mese dalle prossime elezioni comunali, scopriamo quando inziammo a votare il primo cittadino. Il primo sindaco di Torino venne indicato dal Re fra i consiglieri usciti vincitori dalle urne: inaugurò la serie il barone Francesco Luigi de Margherita.

Sino al 1848 il Consiglio comunale di Torino non era designato con elezione popolare. Era «decurionale»: si componeva di sessanta nobili «decurioni» suddivisi in due classi, ciascuna delle quali nominava un sindaco. La carica dei consiglieri era vitalizia, i nuovi componenti erano ammessi per cooptazione. Solo con l’avvento dello Statuto Albertino fu concesso il diritto di voto a un elettorato, inizialmente, ristretto. Una legge comunale e provinciale, emanata il 7 ottobre 1848, introdusse la combinazione fra principio elettivo e nomina regia: venne riconosciuta al Re la designazione dell’unico sindaco; doveva però sceglierlo tra i consiglieri eletti.
Le prime elezioni «amministrative» torinesi si svolsero il 7 novembre 1848. Il primo sindaco nominato dal Re fra i consiglieri eletti dal popolo fu il barone Francesco Luigi De Margherita. Il primo Consiglio comunale elettivo, entrato in funzione l’1 gennaio 1849, era composto da ottanta membri di cui soltanto nove avevano già ricoperto la carica di «decurione» nei precedenti Consigli decurionali.

Regio decretoLa prima storica seduta del Consiglio comunale (1 gennaio 1849) fu aperta dalla lettura di un regio decreto, emanato il giorno precedente, con cui il Re Carlo Alberto «nominò il signor barone De Margherita a Sindaco di Torino». Francesco Luigi De Margherita (1783-1856), laureato in giurisprudenza nel 1802, godeva della consolidata fiducia dei Savoia: già avvocato patrimoniale della regina Maria Cristina nel 1824 e consulente del regio patrimonio nel 1834, divenne avvocato generale del patrimonio privato del Re nel 1839. Docente di diritto civile all’Università di Torino sino al 1845, consigliere di Cassazione nel 1847, fu nominato senatore da Carlo Alberto nel dicembre 1848. La carica di sindaco conferitagli dal Re fu dunque l’ultima di una lunga serie.

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