Il Buco di Viso: il primo traforo delle Alpi, voluto dal Marchese di Saluzzo
A cura di - 9 gen, 2019
0
49693313_2277474265858152_7256284883666862080_o

Il primo traforo delle Alpi fra il Piemonte e la Francia venne scavato 500 anni fa. Il Marchese di Saluzzo comprendeva la necessità di intensificare gli scambi internazionali e fece scavare in alta quota, con grande dispiego di mezzi a 2.880 metri di altitudine, una galleria – il Buco di Viso – che nel corso […]

Il primo traforo delle Alpi fra il Piemonte e la Francia venne scavato 500 anni fa. Il Marchese di Saluzzo comprendeva la necessità di intensificare gli scambi internazionali e fece scavare in alta quota, con grande dispiego di mezzi a 2.880 metri di altitudine, una galleria – il Buco di Viso – che nel corso dei secoli è stata percorsa da generazioni di mercanti (ed eserciti), inizialmente di Saluzzo e dintorni, poi anche di Torino e delle altre terre piemontesi.
È passato alla storia come Buco di «Viso», anche se non perfora il Monviso. Si trova nelle vicinanze, leggermente discosto lungo il crinale che congiunge il Monviso al monte Granero in alta Valle Po. Un tunnel lungo 75 metri, percorso ancor oggi dagli escursionisti, scavato a forza di braccia a partire dal 1478, ciclopica impresa nei nostri antenati.

49213414_2277473669191545_3879662826268131328_nA forza di braccia. nel XV secolo non esistevano perforatrici meccaniche. La tecnica di scavo era rudimentale: gli operai piccona- vano la roccia, scavavano fessure, poi appiccavano un incendio controllato in prossimità della pietra e gettavano nelle fessure acqua calda mescolata con aceto. La roccia diveniva meno resistente e poteva essere attaccata molto meglio dall’impeto dei picconi.
Era una fatica immane, così venne perforata la montagna soltanto per lo stretto indispensabile: un tunnel grande abbastanza a far transitare ii muli da soma dei mercanti e dei soldati. nulla di più.

Gli accordi bilaterali. I Buco di Viso venne fatto costruire da Ludovico II di Vasto, Marchese di Saluzzo, a partire dal settembre 1478. Fu ultimato nel biennio successivo. In origine forse raggiungeva una estensione di 80 metri, che si è ridotta nei secoli per l’erosione dei fianchi montani.
Attraverso il tunnel si passava in Francia senza dover affrontare l’erto valico delle Traversette, collocato poco più in su dal traforo, ma molto più problematico per pendenza, nebbia d’alta quota e neve nei mesi invernali.

L’opposizione dei Savoia. Il Buco di Viso interessò Torino solo dall’inizio del XVII secolo, quando, in seguito al trattato di Lione del 1601, l’egemonia sabauda si estese a Saluzzo. Per breve tempo i Savoia tennero in funzione il traforo, poi Carlo Emanuele I, non volendo fare concorrenza agli altri valichi del Moncenisio e del Monginevro, stabilì la chiusura della galleria in alta valle Po. 
Il Duca temeva il traforo anche sul fronte della sicurezza militare. Sapeva che nel 1486 il Marchese di Saluzzo l’aveva utilizzato per rifugiarsi in Francia e chiedere aiuto a Parigi proprio contro i Savoia; sempre attraverso il Buco di Viso erano giunte truppe francesi in pericoloso soccorso di Saluzzo.
Nel 1494 e nel 1499 erano transitati nella galleria del Viso gli eserciti francesi di Carlo VIII e del successore Luigi XII, nell’ambito delle cosiddette guerre d’Italia. Le truppe francesi erano scese in Piemonte anche sotto il regno di Francesco I, che nel 1536 aveva decretato l’occupazione del Ducato di Savoia e fatto capitolare Torino, per vent’anni, sino alla pace di Cateau-Cambrésis.

Schermata 2019-01-13 alle 09.11.13Finalmente la riapertura. Insomma, il Buco di Viso non era gradito ai Savoia, che da Torino ordinarono la chiusura. Cedendo a periodiche pressioni internazionali a fini commerciali, lavorativi e migratori, lo riaprirono sporadicamente e brevemente nei secoli successivi, ma il passaggio rimase prevalentemente vietato fino al 1907, poi venne riaperto e ancora richiuso durante le due guerre mondiali.
Importanti lavori di ripristino da fine novecento, gli ultimi in territorio francese, hanno finalmente restituito l’affascinante traforo agli escursionisti che sono tornati a percorrerlo quando non c’è la neve. Non più mercanti, non più soldati, semplicemente… amanti della montagna.

Torino Storia
Torino Storia

Scrivi un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *