Fu a Torino il primo tram a cavalli: collegava il centro a piazza Carducci
A cura di - 11 Mar, 2016
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Dopo lunghe discussioni, lavori complessi, prove, dibattiti ed esperimenti, lunedì 1 gennaio 1872, Torino è la prima città italiana a dotarsi di una linea di tram a cavalli su rotaia. Un rettilineo di 3.430 metri, che collegava la centralissima Piazza Castello con la barriera di Nizza, l’attuale piazza Carducci. Nonostante tutti i timori che precedettero […]

Dopo lunghe discussioni, lavori complessi, prove, dibattiti ed esperimenti, lunedì 1 gennaio 1872, Torino è la prima città italiana a dotarsi di una linea di tram a cavalli su rotaia. Un rettilineo di 3.430 metri, che collegava la centralissima Piazza Castello con la barriera di Nizza, l’attuale piazza Carducci.
01. Barriera di Nizza con rotaieNonostante tutti i timori che precedettero quella prima corsa, il tram a cavalli su rotaia fu fin da subito un successo, come testimonia un articolo apparso sulla Gazzetta Piemontese il 31 gennaio 1872, dopo un solo mese di attività: «L’impresa ci comunica che per aderire al desiderio manifestato da molti si stabiliranno a titolo di esperienza provvisoria alcune partenze nella sera tarda. Si partirà dalla barriera di Nizza alle ore 10 e 11 pom. Si partirà da piazza Castello alle ore 10,30, 11 e 11,40 pom».
Se Capodanno segna il compimento dell’impresa, è invece il Natale del 1868 a segnare l’inizio dell’avventura, che porta a scrivere una nuova pagina nella storia dei trasporti torinesi. Poco dopo le festività, l’ingegner cavaliere Zaverio Avenati scriveva al sindaco con l’intento di «armare con ruotaie in ferro secondo il sistema adottato tra Parigi e Sévres, il tratto che corre tra la piazza Castello e la barriera di Nizza, lunghezzo la via Lagrange e via Nizza, per il borgo San Salvario, onde farvi correre sopra un veicolo speciale pel trasporto di passeggeri». Fino ad allora il trasporto pubblico era rappresentato dagli omnibus che viaggiavano su gomma trainati da cavalli lungo rotaie di granito, che ricoprivano gran parte delle vie cittadine. Il passaggio alla rotaia di ferro era dettato dalla necessità di rendere più veloce e mono faticoso per gli animali il trasporto passeggeri.
L’Avenati aveva già ben chiare le idee su quello che sarebbe stato il funzionamento della linea: ogni dieci minuti, dai due capolinea, sarebbe partita una vettura in grado di ospitare circa 30 viaggiatori, che con 10 centesimi, e in 20 minuti, sarebbero stati trasportati da un capo all’altro della città. La durata prevista del servizio era di 12 ore e secondo i calcoli di Avenati, con 4 vetture, 144 corse tra andata e ritorno avrebbero trasportato quotidinamente più di 5400 persone.

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