Torino che brucia, i grandi incendi
A cura di - 6 lug, 2016
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Un viaggio nel tempo attraverso i grandi incendi che hannoc aratterizzato la città di Torino. In quasi in tutte le località in cui sopravvive la festività del 24 giugno, nella cornice del solstizio d’estate, il tema dominante che si è conservato con maggiore frequenza dall’antichità è quello relativo al falò (a Torino chiamato farò), intorno […]

Un viaggio nel tempo attraverso i grandi incendi che hannoc aratterizzato la città di Torino.

In quasi in tutte le località in cui sopravvive la festività del 24 giugno, nella cornice del solstizio d’estate, il tema dominante che si è conservato con maggiore frequenza dall’antichità è quello relativo al falò
(a Torino chiamato farò), intorno al quale si ballava e cantava (da noi questa pratica è chiamata balloira ). In occasione della festa torinese di San Giovanni, nella notte tra il 23 e il 24 giugno, a Torino si ripete
la magia di antichi rituali, l’atavico fuoco continua ad ardere come nel passato accogliendo le danze dei torinesi che, ripetendo una tradizione millenaria, cercano di propiziarsi il futuro.
Schermata 2016-07-06 alle 11.47.16In occasione di questo arcaico rito delle fiamme, TorinoStoria ripercorre la storia dei grandi incendi torinesi: da palazzo Regio Parco nel 1816 a Palazzo Chiablese nel 1821; dall’albergo Dogana Vecchia nel 1840 al Teatro Alfieri nel 1858. Fino a quelli più recenti: nel 1936 la distruzione del Teatro Regio, il cinema Statutno nel 1983, la Cappella della Sindone (1997) e il rogo della ThyssenKrupp (2007).
Dalle pagine di TorinoStoria, Massimo Centini ripercorre la storia delle strategie antincendio della città di Torino, a partire dal Medioevo.

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