Gli ospedali scomparsi: San Luigi, Mauriziano, Istituto Omiopatico.
A cura di - 10 gen, 2017
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Agli albori di alcune delle strutture in cui i malati venivano curati prima del servizio sanitario nazionale, che oggi hanno cambiato uso: l’Ospedale Umberto I di via Milano, il vecchio San Luigi e il primo Istituto Omiopatico. Sono insospettabili le antiche sedi di alcuni ospedali che operarono a Torino nei secoli passati, quando ancora non […]

Agli albori di alcune delle strutture in cui i malati venivano curati prima del servizio sanitario nazionale, che oggi hanno cambiato uso: l’Ospedale Umberto I di via Milano, il vecchio San Luigi e il primo Istituto Omiopatico.
ospedali-iiSono insospettabili le antiche sedi di alcuni ospedali che operarono a Torino nei secoli passati, quando ancora non esisteva il Servizio Sanitario Nazionale.
Forse perché è ancora in funzione, a molti viene in mente di citare come esempio di ospedale più antico il San Giovanni Battista (rinominato poi San Giovanni Vecchio, dopo l’apertura delle Molinette), in piazza Cavour. L’Ospedale Seicentesco di Amedeo di Castellamonte è certo uno dei più antichi della città, ma non fu il primo. Quella che segue è una rassegna di altri nosocomi scomparsi.
Il Mauriziano. La prima struttura che prendiamo in esame, scomparsa con funzione di ospedale, ma della quale sono visibili chiarissime tracce, è l’Ospedale Mauriziano. Il 15 dicembre 1573 il Duca di Savoia Emanuele Filiberto fonda in città un ospedale della Religione dei Santi Maurizio e Lazzaro; manca una collocazione precisa che sarà data il 27 aprile 1575 con la donazione di una casa in Porta Doranea a Torino, nella parrocchia di San Paolo e San Michele, divenuta poi Basilica Mauriziana. La casa aveva un cortile ed un orto ed era precisamente collocata nell’isolato di Santa Croce, delimitato dalle odierne vie Milano, della Basilica, Egidi e piazza della Repubblica.
Il San Luigi. Poco distante dal Mauriziano, sorse nel 1818 la Società Pia San Luigi Gonzaga, ad opera dell’architetto Giuseppe Talucchi. L’Istituto medico aveva sede nell’attuale isolato che le vie Giulio, Piave e Santa Chiara completano con corso Valdocco. Terminato nel 1824, il singolare edificio a croce di Sant’Andrea con cappella centrale, per i criteri architettonici, la salubrità e l’igiene divenne il fiore all’occhiello dell’offerta sanitaria cittadina. Era segnalato anche in Francia ed Inghilterra come modello per la disposizione delle corsie e le innovazioni. Oggi il caratteristico stabile ospita la Sovrintendenza archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta e, dal 1925, le Sezioni Riunite dell’Archivio di Stato di Torino. Dov’è stato trasferito l’ospedale che ebbe origine in quella prima struttura? Oggi è poco fuori Torino, ad Orbassano (regione Gonzole). Ma prima dell’attuale sede, una nuova struttura del San Luigi venne realizzata a Mirafiori.
L’Istituto Omiopatico. Includere l’omeopatia tra le discipline che trattano la tutela della salute è oggi scontato. L’accettazione dei principi e delle pratiche omeopatiche, il dibattito su di esse, non è però cosa così recente. Nel 1838 fu re Carlo Alberto a sostenere: «Se assurda sarà l’omeopatia, cadrà da se stessa, come fecero tanti altri sistemi, ma se qualcosa di buono in sé contiene, si guardi il cielo che io ne voglia privare i miei cari sudditi». Non è strano quindi che nasca, sotto questi auspici, una «magnifica» farmacia omeopatica, tutta in legno di ciliegio verniciata di nero, che sarà il vanto e l’orgoglio dell’Ospedale Omeopatico, anch’esso oggi scomparso.
Nel 1887 viene acquistata, facendo un mutuo, una casa intestata ad una certa vedova Ferrero, in via Orto Botanico 16 (odierna via Lombroso 16) per fondarvi l’Ospedale Omeopatico Italiano, che apre i battenti il 1 giugno 1890.

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Commenti (4)

  1. ho un abbonamento cartaceo e on line, come faccio a visonare i numeri on line senza doverli ripagare? non trovo sul vostro sito dove effettuare la registrazione per poi entrere con nome utente e password

    1. Gentile Sig.ra Mosca, Torino Storia non ha aree riservate per gli utenti. I numeri digitali vengono inviati il 15 del mese direttamente nella mail dell’abbonato. Gli arretrati sono acquistabili sul sito nella sezione edicola on line. Cordiali saluti e grazie.

  2. salve, possiedo un abbonamento annuale cartaceo ed online (consegna a casa) ed ho ricevuto il primo numero cartaceo di gennaio 2017 ma non mi è ancora arrivata la copia digitale

    1. Gentile Sig. Governa, grazie del suo interesse e del suo abbonamento. Provvediamo subito a rispedirle la copia digitale. Cordiali saluti.