San Lazzaro, il cimitero gemello di San Pietro in Vincoli
A cura di - 24 nov, 2016
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Due cimiteri uguali fra loro furono costruiti nel 1777 fuori dal centro urbano di Torino, a ridosso del fiume Dora e del fiume Po, per contrastare il rischio di epidemie legate all’uso di seppellire i defunti nella zona abitata. Il Cimitero di San Lazzaro venne attrezzato in riva al Po lungo l’attuale corso Cairoli, oggi […]

Due cimiteri uguali fra loro furono costruiti nel 1777 fuori dal centro urbano di Torino, a ridosso del fiume Dora e del fiume Po, per contrastare il rischio di epidemie legate all’uso di seppellire i defunti nella zona abitata. Il Cimitero di San Lazzaro venne attrezzato in riva al Po lungo l’attuale corso Cairoli, oggi non esiste più: è stato dismesso a metà Ottocento, cancellato nel 1952. Il cimitero gemello di San Pietro in Vincoli nel quartiere Borgo Dora è molto più noto ed è giunto fino a noi, anche se non viene più utilizzato per le sepolture, ma come luogo per manifestazioni culturali.
Prima che fossero costruiti i Cimiteri San Lazzaro e San Pietro in Vincoli, le tumulazioni avvenivano nel centro di Torino, spesso nelle chiese. C’erano cisterne per i cadaveri sotto i pavimenti, non mancavano esalazioni nauseabonde. La paura di pestilenze si fece acuta durante la grande calura del 1776: la costruzione dei primi due cimiteri fuori dalle mura venne affidata a Francesco Valeriano Dellala, architetto del Re, che li disegnò uguali.
Guido Gozzano, colloqui con la poesia.San Lazzaro. Ogni parrocchia torinese inviava i propri morti ad un cimitero prestabilito. Quello di San Lazzaro (presso l’attuale corso Cairoli, angolo via Mazzini) accoglieva i defunti delle parrocchie di Sant‘Eusebio, Ss. Marco e Leonardo, San Tommaso, Santa Maria di Piazza, San Martiniano, delle chiese della Provvidenza, del Soccorso e di San Giovanni di Dio, dell’Albergo di Virtù, dell’Ospedale Militare e dell’Ospedale di San Giovanni. San Lazzaro non operò a lungo. Nel 1827 venne redatto un piano per la sua soppressione e per la razionalizzazione del Cimitero di San Pietro in Vincoli, oltre che per la costruzione dell’attuale Cimitero Generale (corso Novara).
san-pietroSan Pietro in Vincoli. Sorge nell’omonima vita di Borgo Dora, a ridosso della Piccola Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo). Ha forma rettangolare, è caratterizzato da un’architettura settecentesca di chiara ispirazione juvarriana con dettagli neoclassici. Il suo perimetro interno è costituito da un porticato per ogni lato e da una cappella di fronte all’entrata principale. Le sepolture
comuni vi si effettuavano in 44 cripte dell’area centrale ripartite fra le varie parrocchie della città. Tra le famiglie nobili qui seppellite ricordiamo gli Anglesio, i Gattinara, i Bognier, i Cigala, i Costamagna e i D’Agliano. A ridosso della cappella di San Pietro in Vincoli, vi era un luogo di sepoltura riservato alla parrocchia di Corte. Nel 1829 cambiarono nuovamente le regole cimiteriali: fu deciso che i cimiteri dovessero sorgere a non meno di 200 metri dai centri con più di 200 abitanti. Nel 1837 venne vietato l’accesso al cimitero di San Pietro in Vincoli, tranne che nei giorni dedicati alla commemorazione dei defunti.

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