Quanti ricordano l’Eliporto di piazza D’Armi? A Milano in 50 minuti
A cura di - 24 feb, 2017
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Non tutti quelli che leggono Bar «Eliporto» si domandano l’origine di questo insolito nome alle porte del quartiere Crocetta. Ci troviamo in piazzale Costantino Il Grande, sul crocevia fra corso Re Umberto, corso Galileo Ferraris e corso Lepanto. Davanti l’area verde di Piazza D’Armi, tutt’attorno le caserme. Le vetrine del Bar Eliporto si aprono ai […]

Non tutti quelli che leggono Bar «Eliporto» si domandano l’origine di questo insolito nome alle porte del quartiere Crocetta. Ci troviamo in piazzale Costantino Il Grande, sul crocevia fra corso Re Umberto, corso Galileo Ferraris e corso Lepanto. Davanti l’area verde di Piazza D’Armi, tutt’attorno le caserme.
Le vetrine del Bar Eliporto si aprono ai piedi di un palazzo di dieci piani, a poche decine di metri dal recinto che in Piazza D’Armi, nei mesi d’estate, ospita uno dei «punti verdi» più vivaci e frequentati di Torino. È gennaio, all’interno del Bar fervono lavori di ristrutturazione, un ragazzo cinese ci accoglie con un sorriso: «Stiamo per diventare ristorante».
«Manterrete il nome Eliporto?», gli domandiamo.
«Sì, certo».
«Tu sai perché si chiama Eliporto?».
«No, non sono torinese…».
Gli raccontiamo che fino a 45 anni fa, proprio nel polmone verde di Piazza d’Armi, operava lo scalo cittadno di un servizio pubblico di trasporti via aria fra Torino e Milano: decollavano più volte al giorno grandi elicotteri.
«Bene – sorride il giovane cinese – il nostro ristorante punterà… in alto!».
Non sono in molti a ricordare l’Eliporto Aldo Cavallo, così si chiamava, che negli anni Sessanta (inaugurato nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario dell’Unità d’Italia) consentiva ai torinesi di spostarsi in meno di un’ora da Piazza d’Armi a Milano. Qui ne scriviamo grazie ad informazioni e ad immagini messe a disposizione da Angelo Moriondo, storico dell’aviazione torinese, pilota e presidente dell’Aero Club Torino, autore di libri sulla storia dell’aeronautica torinese.

I pionieri di Elipadana. L’Eliporto venne costruito nel 1958 in Piazza d’Armi sul lato dell’odierno corso Monte Lungo, davanti alla caserma Monte Grappa. Fu inaugurato l’anno successivo dal Sindaco Amedeo Peyron. Il primo elicottero a «lunga percorrenza» vi si levò in volo alla fine di settembre 1959, fu un evento storico. Lo scalo passeggeri nasceva per garantire rapidi collegamenti fra Torino e l’aeroporto internazionale di Milano Malpensa. Il servizio – diciamo subito – non ebbe vita lunga, perché lo sviluppo dell’aeroporto di Caselle proprio in quegli anni stava diventando competitivo e nel 1971 portò alla cancellazione dell’Eliporto.
Quando la società Elipadana inaugurò il primo collegamento con Malpensa il 17 maggio 1960 garantiva tre voli giornalieri. Non esordì con il successo commerciale che i manager si aspettavano. «Si prevedono modifiche d’orario
e cambiamenti» annunciava il quotidiano La Stampa già il 27 maggio di quell’anno: si era a dieci giorni dall’avvio dei collegamenti e già ci si interrogava sulla loro sostenibilità, anche se un po’ di movimento passeggeri si registrava: «I torinesi – scrisse sempre La Stampa – iniziano a familiarizzare con questo moderno e celere mezzo di comunicazione».
La fine nel 1971. Gli elicotteri operarono in Piazza D’Armi per un decennio, fino al 1971. Il potenziamento dei voli aerei da Caselle, e il miglioramento dei tempi di percorrenza dei treni espressi e rapidi lungo la linea Torino-Milano (avevano
anche costi inferiori rispetto all’elicottero), portarono al progressivo declino di questo servizio e alla sua cessazione nell’estate del 1971.
Oggi dell’Eliporto resta solo più l’insegna di un Bar che sta per diventare ristorante, ma che, come ci dicono, continuerà a mantenere lo storico nome.

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