Piazza Arbarello, 1954: tutti in fila per entrare nella pancia della Balena
A cura di - 12 feb, 2016
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esposizione balena

Si chiamava Golia, pesava 68 tonnellate ed era lunga 22 metri. Nel 1954, l’impresario Giuseppe Erba l’acquistò in Norvegia e l’espose per sei giorni nel giardino della Cittadella, oggi piazza Arbarello. Era possibile visitarla dentro e fuori. Nelle strofe di “Goliath”, brano composto nel 2011 da Vinicio Capossela per l’album “Marinai, profeti e balene”, è […]

Si chiamava Golia, pesava 68 tonnellate ed era lunga 22 metri. Nel 1954, l’impresario Giuseppe Erba l’acquistò in Norvegia e l’espose per sei giorni nel giardino della Cittadella, oggi piazza Arbarello. Era possibile visitarla dentro e fuori.

Nelle strofe di “Goliath”, brano composto nel 2011 da Vinicio Capossela per l’album “Marinai, profeti e balene”, è poeticamente riassunta la storia della balena che nel luglio del 1954, arrivò nel centro di Torino, per iniziativa dell’impresario teatrale Giuseppe Erba.
balena GoliaSi chiamava Golia, pesava 68 tonnellate ed era lunga 22 metri. Per acquistarla, Erba si recò in Norvegia, dove il cetaceo era stato ucciso il 6 giugno 1954, al largo di Trondheim. Con l’intenzione di esporla al pubblico e farne visitare l’interno, la trasporta per ferrovia fino al confine italiano e poi la trasferisce su un autotreno costruito appositamente, dotato di ben 24 ruote. Dopo complesse manovre di scarico, la balena trovò posto, sotto una struttura di ferro tendata, nel Giardino della Cittadella, dove oggi si trovano i parcheggi e i nuovi campi da basket di piazza Arbarello.
Il 19 luglio 1954 La Stampa annunciò in prima pagina: “Al Giardino della Cittadella, da domani, esposizione norvegese della balena gigante Golia. Orario 9 – 23”. In piazza, un recinto rosso e azzurro, delimitava il tendone da circo sotto il quale era adagiato il cetaceo.
Stampa BalenaIl critico teatrale Alfonso Cipolla, nel testo inserito nello spettacolo “Giuseppe Erba nella pancia della balena” di Germana Erba e Irene Mesturino racconta: “Varcare la soglia: l’emozione più grande. Poi una montagna di grigio e un odore strano, tra il disinfettante da ospedale e la pasta d’acciughe”. E proprio l’odore forte, acre, penetrante della balena divenne tema di discussione tra abitanti e passanti in piazza della Cittadella. Il 22 luglio 1954 La Stampa titola: “La balena che puzza”. Dopo sei giorni, l’esposizione si chiuse domenica 25 luglio 1954.

 

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Luca Indemini
Luca Indemini

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Commenti (6)

  1. io avevo 14 anni e lavoravo al Teatro Alfieri come Lift e ho delle foto dentro la bocca della balena Golia ha detto:

    come sopra io ho delle foto dentro la bocca della balena Golia

  2. Se può essere utile io ho una foto da ragazzino dentro la bocca di quella balena da che a 14 anni lavoravo come Lift al teatro Alfieri Grazie

    1. Gentile Sig. Paradiso. La sua foto sarebbe di grande interesse. Come può inviarcela? (via mail, portandola presso la nostra sede di via Artisti 38 dove possiamo farne una scansione sul momento…). Grazie e cordiali saluti