Negli occhi del Faro alla Maddalena, con le immagini di Sergio Solavaggione
A cura di - 18 apr, 2017
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C’è una botola sulla cima del Faro alla Maddalena: consente di uscire sulla testa della Vittoria alata, su fino alla lanterna che segna le notti torinesi con la sua luce roteante. C’è una scala all’interno del Faro, 18 metri di rampe verticali verso il coperchio della botola. C’è un tunnel nella collina sotto il basamento […]

C’è una botola sulla cima del Faro alla Maddalena: consente di uscire sulla testa della Vittoria alata, su fino alla lanterna che segna le notti torinesi con la sua luce roteante. C’è una scala all’interno del Faro, 18 metri di rampe verticali verso il coperchio della botola. C’è un tunnel nella collina sotto il basamento del Faro, 20 metri di budello per raggiungere la scala. Sono stati percorsi dal fotoreporter Sergio Solavaggione nell’estate 2013, in occasione dei restauri del Faro che sorveglia Torino dal 1928.
Quelle che vi proponiamo sono le spettacolari immagini dell’esplorazione di Solavaggione, mai pubblicate prima d’ora. Ci mostrano il volto della Vittoria a distanza ravvicinata, possiamo guardarla negli occhi, solitamente dobbiamo accontentarci di osservarla dal basso o da lontano. L’obiettivo del reporter ha colto i capelli al vento della grande figura alata, la bocca socchiusa, lo sguardo rivolto verso la città, la tunica che riveste il monumento disegnato dallo scultore Edoardo Rubino, tributo alla Vittoria italiana nella Seconda Guerra Mondiale.
Approfittando dei ponteggi che nel 2013 avvolsero la statua per cinque mesi, il fotografo salì sulla testa della Vittoria, camminò sul braccio che regge il Faro, entrò con l’obiettivo addirittura dentro la lanterna. Le foto scattate da quel
punto sono le più suggestive: rivelano ciò che il Faro «vede» dall’alto di Torino, la pianura, la distesa delle colline, il colle di Superga.
Il monumento, 25 tonnellate di bronzo, venne commissionato dal senatore Giovanni Agnelli nel 1928, decimo anniversario della Vittoria. Per montare la statua gli operai spianarono la cima della collina, ma ai piedi del basamento ricavarono la galleria che i tecnici della manutenzione ancora utilizzano per portarsi all’interno del monumento e pulire i vetri della lanterna, sostituire le potenti lampade. Il restauro del 2013 fu condotto dalla società energetica Iride grazie a finanziamenti dei gruppi Fiat ed Exor.

Torino Storia
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Commenti (2)

    1. No, refuso nostro che ha fatto bene a segnalare. Si tratta del tributo alla vittoria italiana nella Prima Guerra Mondiale.