L’unica, mitica volta di Bob Marley al Comunale
A cura di - 20 ago, 2015
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Bob Marley

Uno degli unici due concerti che il “re del reggae” tenne in Italia avvenne a Torino nel 1980. E’ rimasto scolpito nella memoria di chi c’era È sabato mattina di un 28 giugno rovente a Torino, anno 1980. La sera si esibirà allo Stadio Comunale Bob Marley con i suoi Wailers. E già da venerdì sera ragazze e […]

Uno degli unici due concerti che il “re del reggae” tenne in Italia avvenne a Torino nel 1980. E’ rimasto scolpito nella memoria di chi c’era

È sabato mattina di un 28 giugno rovente a Torino, anno 1980. La sera si esibirà allo Stadio Comunale Bob Marley con i suoi Wailers. E già da venerdì sera ragazze e ragazzi con i sacchi a pelo hanno preso posto davanti ai cancelli della struttura e in piazza d’Armi. Nella mattinata arrivano anche i reduci dello show della sera prima a San Siro. Il re del reggae non ha mai tenuto concerti in Italia, e ora lo fa per due sere di seguito. Bisogna esserci.

I bar di corso Sebastopoli, corso Unione Sovietica, via Filadelfia traboccano di fan. Chi fa colazione, chi approfitta delle toilette per lavarsi; altri iniziano la bisboccia. Alle 16 si aprono i cancelli, e la folla si riversa. Getti d’acqua per tutti, evitare malori è un’impresa titanica a fronte di tutte queste ore al sole. Però non succede niente di grave, giusto qualche svenimento con pronto intervento della Croce Rossa mentre aprono l’evento i proverbiali gruppi spalla.

Primo a salire sul palco è Roberto Ciotti, blues di gran temperamento. Poi arriva un ragazzo napoletano con un testone di capelli e la chitarra acustica; ha 25 anni e canta in dialetto, si chiama Pino Daniele. Magari farà strada. Si avvicina il clou della festa, e la fretta tradisce il pubblico, che prende a fischiare gli incolpevoli scozzesi della Average White Band, a dispetto del messaggio di tolleranza del reggae, finché i Wailers iniziano a pompare i bassi. Le tre coriste sono statuarie, bellezze inarrivabili per i ragazzi sotto il palco. Poi lui, Robert Nesta Marley, accende la luce con una personalità debordante, un piglio da stella del soul senza frontiere che abbina la spiritualità dei testi e della capigliatura «rasta» all’impatto fisico dei pantaloni di pelle à la James Brown. Più che ballare, la gente sul prato e sulle gradinate oscilla, è un corpo solo mosso dal vento dei ritmi in levare, accomunato nei cori di «Positive Vibration», «Jammin», «Exodus», «No Woman No Cry».

L’ultimo ricordo flash della serata è l’uscita dallo stadio: disorientamento, come si fosse tornati sul pianeta dopo un giro in orbita. Giovani che vagano, non trovano l’auto, sembrano cercare più una Terra Promessa che la casetta dei genitori. Nessuno può immaginare di aver preso l’ultimo treno per Bob. Dopo quello show, Marley ne terrà appena 13. Fino al 23 settembre, a Pittsburgh. Il malore. Il ricovero. Il calvario. La fine, l’11 maggio 1981. Torino c’è, sulla mappa di quello storico «Uprising Tour» mondiale. Chi era lì ne conserva il ricordo come un tatuaggio sul cuore.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari

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Commenti (8)

  1. Ciao Paolone…
    Che flash (termine d’epoca)!!!
    Cerco notizie sul mitico concerto del Mitico Bob Marley a Torino nell’80…
    E mi ritrovo la tua cronaca di quell’indimenticabile 28 giugno.
    Mentre leggo quasi mi metto a piangere come un vitello per l’emozione: anch’io, anche noi dalla provincia Granda c’eravamo…Teloneros: Bob Ciotti e Pino e poi (ricordi bene: fischiatissimi!!!) gli Average White Band…e finalmente le titaniche del coro, sgargianti nei loro vestiti coloratissimi, le mogli, i figli, i Wailers e poi…Lui…Bob….
    Un abbraccio
    Se fai un salto a n’Alba (provincia di California-Cuneo)
    sei sempre il benvenuto…
    A presto
    Tuo Pazz…

  2. … Anche io c’ero quella volta, con i miei 22 anni, ed è stato sicuramente uno dei concerti più belli della mia vita … Ricordo la sequela delle canzoni, una più bella dell’altra, ricordo il gruppo che funzionava come un treno, ricordo il coro di Rita Marley e delle altre che sosteneva l’intero concerto …Quella volta Bob Marley era in forma strepitosa, la musica si sentiva anche molto bene in uno spazio cos’ aperto e tutto andò alla perfezione ….C’era anche il povero Pino Daniele, come spalla, sopportato per un po’ e poi coperto di fischi : non era ancora così famoso ! … Una bella e grande giornata, di cui ho conservato interno il biglietto perchè nessuno aveva controllato all’entrata !….

  3. Spettacolo allo stato puro .io e il gruppo alla fine abbiamo raccolto di tutto e fatto un falò in mezzo al campo. Indimenticabile.

  4. Anche io e Sergio eravamo a quel mitico concerto…ricordo come fosse ieri…e poi nel 1994 alla tomba di Bob in moto…grande commozione.

  5. Io c’ero. Incredibilmente bello e magico. Partiti da Lugo (Ra), 400 km in auto la mattina – concerto e 400 km di rientro senza un battito di ciglia, tutto d’un fiato con la musica nelle orecchie.
    Ringrazio la compagna di allora che affrontò con me l’avventura.