L’impronta di un cane di 2 mila anni fa alle Porte Palatine
A cura di - 19 nov, 2016
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Chissà quanti l’hanno vista senza capire cos’è… Nel prato del giardino che circonda le Torri Palatine c’è l’impronta di un cane di 2.100 anni fa! Il calco perfetto è inciso in una grande piastrella di terracotta, ciò che resta di vecchi selciati e muretti attorno nella zona della porta romana, verso via XX Settembre. Ci […]

Chissà quanti l’hanno vista senza capire cos’è… Nel prato del giardino che circonda le Torri Palatine c’è l’impronta di un cane di 2.100 anni fa! Il calco perfetto è inciso in una grande piastrella di terracotta, ciò che resta di vecchi selciati e muretti attorno nella zona della porta romana, verso via XX Settembre. Ci ha segnalato questa notevole impronta il lettore Roberto Galli, che la conosce e la frequenta da quando era ragazzo.
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È quasi certo che il segno della zampa, perfettamente inciso con la forma dei quattro polpastrelli e delle unghie, sia stata lasciata da una cane del primo secolo a.C. La costruzione delle Torri Palatine risale a quegli anni.
Secondo l’uso dell’epoca i mattoni e gli altri elementi di terracotta venivano prodotti in fornaci allestite presso il cantiere: dopo la cottura venivano messi ad asciugare, passavano ai carpentieri. Nelle fase della produzione poteva accadere che gli operai lasciassero l’impronta delle proporma-del-cane-3rie dita sul materiale ancora
morbido: in alcuni casi si possono ancora rilevare. Accade un giorno, chissà quando, che un cane, forse identificabile nella famiglia dei pastori tedeschi, si intrufolò nel cantiere e poggiò la zampa su una grande mattonella che stava asciugando.

Roberto Galli ama passeggiare nell’area monumentale delle Palatine con il suo cane Zulù. L’ha ritratto nel luogo ove il lontanissimo antenato canino lasciò la sua firma. L’impronta calza a pennello nella zampa di Zulù.

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