Le viscere di Palazzo Madama
A cura di - 16 Lug, 2019
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Fosse per noi, cambieremmo il nome di Palazzo Madama in «Museo della Storia». Non accadrà mai, perché un altro Museo meraviglioso – quello di Arte Antica – decora già splendidamente l’edificio di Piazza Castello. Eppure, Palazzo Madama è soprattutto il museo della storia di… sé stesso. Che coincide con la storia di Torino. Siamo nell’unico […]

Fosse per noi, cambieremmo il nome di Palazzo Madama in «Museo della Storia». Non accadrà mai, perché un altro Museo meraviglioso – quello di Arte Antica – decora già splendidamente l’edificio di Piazza Castello. Eppure, Palazzo Madama è soprattutto il museo della storia di… sé stesso. Che coincide con la storia di Torino. Siamo nell’unico luogo torinese che abbia conservato e saputo tenere insieme le tracce di tutto quanto è accaduto in città nel corso di due millenni: dall’età romana al medioevo, alla stagione barocca, fino ai restauri operati nell’Ottocento e nel Novecento. «Palazzo Madama – osserva il direttore Guido Curto – è un incredibile aggregato di edifici diversi, risalenti a epoche lontane fra loro, stratificate appunto nei millenni. Il gioco all’incastro si intuisce fin dal primo sguardo quando passeggiamo attorno all’edificio quadrangolare: ogni svolta d’angolo ci fa fare un balzo avanti o indietro nei secoli, ora la facciata barocca (quella bianca verso via Garibaldi), ora il castello medievale (rossastro verso via Po), ora le vetrate da cui si affacciavano le Madame reali, ora le feritoie da cui si difendevano i signori feudali…».

La passeggiata attorno a Palazzo Madama è un’esperienza istruttiva, conviene compierla ripetendo il giro molte volte, ma occorre anche sapere che il cuore più antico e segreto di questo edificio straordinario non è apprezzabile dall’esterno, si coglie solo dall’interno scendendo nei sotterranei. Le tracce di storia più antica riposano in un labirinto di cunicoli piuttosto disagevoli e chiusi al pubblico, che «Torino Storia» ha potuto visitare e fotografare: i resti sotterranei della porta romana, delle prigioni medievali, delle cantine juvarriane con le loro propaggini nelle viscere di piazza Castello.

Duemila anni di storia
I secolo – Sul lato Est di Augusta Taurinorum sorge la porta oggi nota come Decumana.
Alto medioevo – La porta conserva la funzione di fortilizio.
XIII secolo – È documentato il castrum di Porta Fibellona, sorto sui resti della porta romana.
1317 – Il castrum viene sostituito da un castello, voluto da Filippo d’Acaja. Per realizzarlo si demoliscono antichi edifici e porzioni delle altre porte romane.
1402-18 –  Ludovico d’Acaja raddoppia le dimensioni del castello. le nuove torri gotiche sono a sedici lati, come quelle romane.
1637 – La prima Madama reale lo sceglie come residenza. L’edificio viene rimodernato.
1708-14 – Nuove modifiche, volute dalla seconda Madama reale. Il nomignolo di “Palazzo Madama” diventa d’uso comune.
1718-21 – Lo Juvarra realizza la facciata e lo scalone monumentale.
1822 – La torre romana Sud ospita una specola astronomica.
1848 – Carlo Alberto vi insedia il Senato Subalpino.
1883 – L’edificio viene restaurato su progetto dell’architetto Alfredo d’Andrade.
1934 – Allestimento del Museo Civico di Arte Antica.
1943 – Incendio sul tetto durante il bombardamento del 13 agosto.
1988 – Chiusura e profondi restauri.
2006 – Riapertura al pubblico.

Torino Storia
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