L’antica ferrovia militare di corso Matteotti
A cura di - 30 apr, 2015
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L'antica ferrovia militare di corso Matteotti

Rivelazione dalle immagini satellitari: una porzione del corridoio attraversato dai treni fino agli anni Venti del Novecento si osserva ancora nel cortile di un grande caseggiato di corso Vittorio Emanuele. Transitò di qui il più grande cannone mai costruito nel Regno d’Italia. Sono sorprendentemente conservate nel cortile di un grande isolato residenziale fra corso Vittorio Emanuele II […]

Rivelazione dalle immagini satellitari: una porzione del corridoio attraversato dai treni fino agli anni Venti del Novecento si osserva ancora nel cortile di un grande caseggiato di corso Vittorio Emanuele. Transitò di qui il più grande cannone mai costruito nel Regno d’Italia.

Sono sorprendentemente conservate nel cortile di un grande isolato residenziale fra corso Vittorio Emanuele II e via Magenta, angolo corso Castelfidardo, le ultime tracce di una ottocentesca ferrovia militare, smantellata in epoca fascista e dimenticata dai più, nonostante giungesse coi suoi binari sino a corso Re Umberto, quasi in piazza Solferino. Le vecchie mappe di Torino ne documentano l’esistenza ancora nel 1914 lungo corso Castelfidardo, corso Grugliasco (l’attuale corso Bolzano) e corso Oporto (oggi corso Matteotti, dove sorgeva l’Arsenale Militare all’incrocio con corso Re Umberto). In quelle mappe si nota che i binari della vecchia ferrovia, nei loro ultimi anni di vita, attraversavano corso Vittorio Emanuele e si infilavano fra due palazzi costruiti attorno al 1910 presso il numero civico 123.

Pochi oggi ricordano quella ferrovia militare che non esiste più. Pochissimi immaginano che il suo tracciato nel cortile di corso Vittorio Emanuele sia ancora riconoscibile. I binari sono stati rimossi, ma sopravvive il corridoio nel quale essi correvano fra le case, rimasto identico nel suo andamento curvilineo da corso Vittorio a via Magenta angolo corso Castelfidardo. L’immagine satellitare che riproduciamo in queste pagine mostra la visione odierna del cortile dall’alto, perfettamente sovrapponibile alle mappe di cent’anni fa.

Nel corso del Novecento il vecchio corridoio dei binari in mezzo al cortile è stato utilizzato per edificare l’officina di un carrozziere d’auto, un fabbricato lungo e stretto, identica al tracciato della ferrovia. Vista dall’alto l’officina riproduce l’andamento dei binari. L’orientamento diagonale della Carrozzeria Magenta e il suo ingresso anomalo sul vecchio angolo di uscita dei treni documenta la precedente vita di questo caseggiato, che fu attraversato da una via ferrata.

Transitò di qui nel 1880, proveniente dalle fonderie dell’Arsenale di corso Oporto, un convoglio ferroviario legato alla grande storia della industria militare del Regno d’Italia: trasportava il più colossale cannone da guerra mai costruito fino ad allora: un fusto di ghisa da 100 tonnellate, diretto alla piazzaforte militare di La Spezia per il controllo del mare. Un’immagine d’archivio ritrae il cannone 45 Grc nella sua sistemazione a La Spezia presso il Forte Santa Maria.

Per il trasporto da Torino dell’immenso fusto di metallo, in grado di sparare proiettili da 1000 chilogrammi, non c’era altro mezzo che la ferrovia: i binari fra corso Castelfidardo e l’Arsenale di corso Oporto furono costruiti proprio per il trasporto eccezionale del cannone.

La piccola ferrovia militare nel centro di Torino risale al 1879. Esisteva ancora all’alba del Novecento quando spuntarono i palazzi che la inglobarono e la salvaguardarono. Fu smantellata pochi anni dopo, essendo non più raccordabile con la ferrovia centrale di Torino, abbassata nel trincerone di corso Castelfidardo nel 1927. L’ombra dei binari che trasportano il leggendario cannone oggi sopravvive nell’insospettabile cortile di corso Vittorio Emanuele.

Alberto Riccadonna
Alberto Riccadonna

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