Sorpresa medievale sotto via Milano: le catacombe di San Paolo
A cura di - 7 feb, 2017
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  • Pianta della cripta
  • Soffitto affrescato cripta

Da trent’anni è chiusa al pubblico e conserva le sue lapidi funerarie sottoterra, in un ampio locale: una specie di catacomba, le cui volte a crociera sono sorrette da massicci pilastri. È la cripta della basilica Mauriziana dei Santi Maurizio e Lazzaro, all’angolo tra la via omonima e via Milano, la cui pianta corrisponde con […]

Da trent’anni è chiusa al pubblico e conserva le sue lapidi funerarie sottoterra, in un ampio locale: una specie di catacomba, le cui volte a crociera sono sorrette da massicci pilastri. È la cripta della basilica Mauriziana dei Santi Maurizio e Lazzaro, all’angolo tra la via omonima e via Milano, la cui pianta corrisponde con grande probabilità all’antica cripta della chiesa medievale di San Paolo, risalente al XII secolo. L’attuale stato di conservazione dei locali (che necessiterebbero di opere di restauro) e gli attuali lavori all’interno della basilica superiore, che ne hanno consigliato la puntellatura, non permettono al pubblico dal 1985 di accedere all’ambiente interrato. Torino Storia ha potuto farlo in esclusiva, grazie alla disponibilità dell’Arciconfraternita dei Santi Maurizio e Lazzaro, alla quale è affidato l’edificio.
Nella gallery si possono trovare immagini attuali e d’archivio (scattate prima del 1985) della cripta, nelle quali si vede la grande sala sostenuta da dodici colonne, il nucleo dell’antica chiesa di San Paolo. In epoca medievale, sia per posizione, che per struttura, non doveva essere una sede di culto marginale. Ed aveva, fino a tempi più recenti, un ingresso con scalinata e balaustre di ferro che conduceva all’interno, senza passare dalla sovrastante basilica, realizzata tra il 1679 e 1699.
In occasione della costruzione, venne portata a termine anche la cappella sotterranea a pianta circolare dedicata all’Immacolata Concezione di Maria Santissima, collegata alla cripta: un’aggiunta rispetto all’edificio originario sulla cui volta restano, intaccate dall’umidità, le decorazioni: puttini, elementi floreali, nervature e finte aperture. Sia la cappella, sia la sala, sono disseminate di lapidi, iscrizioni, epitaffi funerari. L’utilizzo della cripta per scopi funerari è attestato fin dal Seicento.
Nei secoli successivi al medioevo, nella cripta furono sepolti in particolare i membri della Confraternita di Santa Croce e dell’Arciconfraternita dei Santi Maurizio e Lazzaro (nata e sempre rimasta in questa sede, dal 1729), i defunti
indigenti dell’adiacente Ospedale dei Cavalieri, come era chiamato il vicino Ospedale dell’Ordine Mauriziano (attuale galleria Umberto I). In otto pozzi comuni si trovano depositi di salme, inizialmente distinti per sesso (in un paio di essi furono tumulati anche i soldati caduti sulle mura durante l’assedio di Torino del 1706).

A questo link è possibile acquistare il numero monografico di Torino Storia dedicato al Medioevo.

 

Torino Storia
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