Avrebbe dovuto essere una chiesa l’Ottagono misterioso che sorge alle spalle della Gran Madre
A cura di - 13 feb, 2016
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Ottagono

Prese forma nell’Ottocento il progetto di costruire in collina una chiesa alta cento metri. Ne venne realizzata solo la base ottagonale. Quasi invisible quando è avvolto dalla vegetazione in primavera ed estate, il tozzo edificio fa capolino alle spalle della Gran Madre in inverno, quando la natura si ritrae. Pochi però lo notano, quasi nessuno […]

Prese forma nell’Ottocento il progetto di costruire in collina una chiesa alta cento metri. Ne venne realizzata solo la base ottagonale. Quasi invisible quando è avvolto dalla vegetazione in primavera ed estate, il tozzo edificio fa capolino alle spalle della Gran Madre in inverno, quando la natura si ritrae. Pochi però lo notano, quasi nessuno si interroga su quale sia la sua origine.
Grazie a un amico cartografo, a un vecchio volume di architettura e una buona dose di curiosità Maurizio Ternavasio ha svelato il mistero. Sito al al 132 di strada Santa Margherita, l’Ottagono oggi ospita il Centro incontri e casa per ritiro religioso La Salle. Ma la sua storia è controversa e ricca di colpi di scena.
L'ottagonoQuella struttura doveva originariamente essere una chiesa. Era il grande sogno – incompiuto – del canonico Giuseppe Ortalda e avrebbe dovuto essere dedicata a San Giuseppe. Nel 1870 questo sacerdote, direttore dell’Opera per la Propagazione delle fede in Piemonte, si era messo in testa di edificare, investendo anche fondi propri, un tempio monumentale che potesse addirittura rivaleggiare con la Basilica di Superga. Per questo aveva incaricato l’architetto Giuseppe Bertinaria di dar vita ad una costruzione che dialogasse visivamente e spiritualmente con Santa Maria del Monte dei Cappuccini, così come con la Gran Madre di Dio.
Ricostruzione della chiesaIl progetto, secondo le intenzioni comuni del prete e del professionista, contemplava un’imponente base ottagonale di una ventina di metri sopra la quale avrebbe dovuto levarsi una cupola sormontata da una guglia alta 100 metri, vagamente simile a quella antonelliana di San Gaudenzio a Novara.
I primi lavori iniziano nel 1875, ma la morte di Ortalda, avvenuta cinque anni più tardi, divenne un grosso freno per il completamento del tempio. Tanto che nel 1884 le opere si arrestano definitivamente per la carenza di fondi, dopo che era stata realizzata soltanto la base a forma di ottagono, ad oggi ancora visibile.

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Maurizio Ternavasio
Maurizio Ternavasio

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