Anche nelle panche di San Lorenzo la violenza di Napoleone
A cura di - 20 giu, 2017
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Indizi della violenza che si abbatté su Torino negli anni della dominazione napoleonica sono curiosamente decifrabili nello schienale di alcune panche di legno all’interno della chiesa di San Lorenzo, in piazza Castello. Entrando nella Real Chiesa, capolavoro barocco di Guarino Guarini, il visitatore è rapito dalla spinta verticale di una struttura che lo invita ad […]

Indizi della violenza che si abbatté su Torino negli anni della dominazione napoleonica sono curiosamente decifrabili nello schienale di alcune panche di legno all’interno della chiesa di San Lorenzo, in piazza Castello. Entrando nella Real Chiesa, capolavoro barocco di Guarino Guarini, il visitatore è rapito dalla spinta verticale di una struttura che lo invita ad ammirare il gioco plastico della cupola «sospesa nella luce», rappresentazione allegorica della dimensione divina. Spostando lo sguardo nella parte inferiore, rappresentazione della sfera umana, ecco il curioso dettaglio che spesso le guide turistiche fanno notare ai visitatori.
Nel periodo compreso tra il 1796 e il 1814 la penisola italica fu invasa e dominata dall’Armata d’Italia del generale Napoleone Bonaparte. Il regno sabaudo resistette fino al dicembre del 1798, quando il re Carlo Emanuele IV di Savoia si trovò costretto a rinunciare alla sovranità del Piemonte. Dopo la fuga della Corte a Cagliari, il Regno divenne la XXVIII Divisione Militare della Repubblica francese. Come accadeva nella Francia «rivoluzionata», anche Torino diventa realtà in forte tumulto, animata da violenti impulsi contro i privilegi della classe nobiliare. Lo spirito rivoluzionario diede inizio ad una minuziosa opera di distruzione dei beni materiali ascrivibili al potere borghese e dei simboli di rappresentanza delle famiglie nobiliari.
La chiesa di San Lorenzo non restò immune dal vortice di violenza e distruzione, la data del 4 febbraio 1799 rappresenta probabilmente il momento più difficile della sua storia. Secondo più fonti, in questa giornata la chiesa e il vicino convento dei Teatini vennero attaccati, deturpati e spogliati di ogni ricchezza. Probabili tracce di questo periodo sono le rigature su alcuni schienali dei banchi della chiesa: furono prodotte da ripetuti colpi di scalpello, con cui vennero abrasi gli stemmi nobiliari delle principali casate, come segno di ribellione.

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