Abbandonati sotto la Mole altri Bastioni del Seicento
A cura di - 23 gen, 2017
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Fortificazioni del XVII secolo sono comparse nel 2011 scavando un parcheggio davanti a Palazzo Nuovo. Il cantiere da allora è fermo, la vegetazione sta coprendo le antiche mura, che fine faranno? Resti di antiche mura si osservano nel piazzale Aldo Moro di via Sant’Ottavio, dietro a via Po, parzialmente coperti dalla vegetazione nello scavo di […]

Fortificazioni del XVII secolo sono comparse nel 2011 scavando un parcheggio davanti a Palazzo Nuovo. Il cantiere da allora è fermo, la vegetazione sta coprendo le antiche mura, che fine faranno?

Bastioni3Resti di antiche mura si osservano nel piazzale Aldo Moro di via Sant’Ottavio, dietro a via Po, parzialmente coperti dalla vegetazione nello scavo di un cantiere abbandonato. Di cosa si tratta?

Di frammenti delle fortificazioni che difendevano Torino nel XVII secolo: opere risalenti al secondo ampliamento seicentesco della piazzaforte militare, precisamente l’intera metà orientale della cortina compresa fra i bastioni San Carlo e Sant’Antonio. Anche prima che le mura venissero alla luce nel 2011, la loro esatta collocazione era nota agli archeologi.

Nel 2011 il ritrovamento. Nel 2011 furono avviati scavi nel piazzale per la costruzione di un parcheggio sotterraneo. Il cantiere, sospeso l’anno successivo per difficoltà dell’impresa costruttrice, ha portato alla luce anche le fondazioni della vecchia Caserma di Cavalleria Carlo Emanuele I, risalente al 1847, i cui resti, sopravvissuti ai bombardamenti aerei e alla demolizione del secondo dopoguerra, sorgevano lungo il lato orientale del piazzale.
Bastioni1I resti delle mura sono ora abbandonati, in attesa che riprenda la sistemazione del piazzale e sia presa una decisione sul loro destino.

Attualmente, malgrado lo stato di abbandono del cantiere di piazzale Aldo Moro, ormai quasi del tutto invaso dalla vegetazione, i resti delle fortificazioni risultano ancora ben apprezzabili, anche se parziali demolizioni sono già state autorizzate ed eseguite. C’è da augurarsi che alla ripresa dei lavori vengano presi provvedimenti per evitarne ulteriori, a salvaguardia di una rilevante testimonianza dell’antico sistema difensivo della capitale sabauda.

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