A Torino non c’è il mare, ma una volta c’era il porto
A cura di - 16 mag, 2016
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QUADRO GRANDE

Il Borgo di Po, un tempo scalo fluviale della città e crocevia di genti e di merci, è forse il quartiere di Torino dove è più stimolante scoprire le tracce della vita quotidiana del passato. Oggi il fiume è deserto, frequentato da pochi irriducibili pescatori e dagli equipaggi in allenamento delle jole delle società remiere; […]

IMG_1260Il Borgo di Po, un tempo scalo fluviale della città e crocevia di genti e di merci, è forse il quartiere di Torino dove è più stimolante scoprire le tracce della vita quotidiana del passato. Oggi il fiume è deserto, frequentato da pochi irriducibili pescatori e dagli equipaggi in allenamento delle jole delle società remiere; dalla città giungono rumori attutiti, rotti dagli stridii dei gabbiani, ormai i veri padroni del fiume. Presso il muraglione del tratto Est dei Murazzi – sotto il lungo Po Cadorna – si fatica a immaginare il sottofondo sonoro di grida, cigolii di carri, invettive di barcaioli e scaricatori, zoccolii sul selciato di cavalli e muli incitati dai mulattieri: rumori presenti in tutti i porti del mondo.
CUna tela di Bernardo Bellotto – «Veduta dell’antico ponte sul Po» (foto di copertina), conservata alla Galleria Sabauda di Torino – riporta particolari significativi. Dipinta nell’estate del 1745 durante il soggiorno torinese del pittore, essa raffigura il ponte costruito nel 1406: l’antenato dell’attuale ponte di piazza Vittorio, il Pont’d Pera napoleonico. Il pittore Bellotto era nipote di Antonio Canal, detto il Canaletto, presso la cui bottega era stato a scuola. Da buon veneziano, era un conoscitore di barche e talmente orgoglioso della sua Camera Ottica da immortalarsi con essa, quasi fosse un «selfie».
DSC_0419L’attracco più antico. Nella parte destra del quadro (riva sinistra del Po) si scorge, in prossimità della ripa scoscesa, un borgo fluviale con case a ballatoio e panni stesi ad asciugare, lavandaie intente a sciorinare il bucato: è il borgo più antico, quello utilizzato sin verso il 1500-1600 come sbarcatoio.
L’attracco nel Settecento. Sulla riva opposta, in secondo piano, appare la «pearda» sottostante il Monte dei Cappuccini: il porto in esercizio a metà Settecento.

 

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